La verità delle Apparizioni.

 

 

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(La Madonna delle Ghiaie di Bonate, perseguitata dal clero locale, come le Apparizioni di Brindisi)

La verità delle apparizioni non dipende dal carattere o genere di vita dei veggenti. Purtroppo dobbiamo riconoscere che i teologi hanno codificato troppo i comportamenti nei fenomeni mistici e nelle rivelazioni private. Hanno stabilito loro come devono avvenire le “estasi”, come deve essere la loro vita prima, durante e dopo i favori celesti. Ne hanno fatto degli schemi assoluti, stabilendoli come criteri di giudizio per raggiungere la verità. E, stranamente, sia pure in buona fede, giungono a pretendere dalla Madonna… alcuni comportamenti secondo i loro canoni. Per fortuna la Madonna ha sempre dimostrato di sentirsi libera da ogni schema, di agire, volta per volta, in modi diversi, adattandosi ai tempi, ai luoghi, alle culture e soprattutto alle persone. Lei è libera di scegliere le modalità; modalità che si ripetono in alcuni casi e in altri no. Si è fatto un criterio assoluto, ad esempio, della salute psicofisica della veggente e della sua famiglia. Eppure la Madonna è apparsa anche a figli di alcolizzati. Del resto qualche tara ereditaria l’abbiamo tutti, in misura più o meno accentuata. Spesso si è preteso che già prima delle apparizioni i veggenti fossero dei modellini di santità e di ogni virtù che nel periodo delle apparizioni avessero già raggiunto le perfezioni e che, in seguito, tutta la loro esistenza facesse concorrenza a quella degli angeli. Si esigeva che fossero in tutto e per tutto coerenti con i messaggi ricevuti dal Cielo e che non dovessero sposarsi; perché si diceva: “Chi ha visto la Madonna non può sposarsi”. Come se lo sposo (o la sposa) del veggente entrasse in competizione con Maria. In realtà, la Madonna non ha paura di scegliere i suoi confidenti dalla “strada comune” e quotidiana della vita. Non ha paura di prendere i veggenti così come sono, con le loro tare familiari, con i loro difetti, le loro passioncelle, le loro sgradevolezze o le loro meschinità, proprio come il Suo Gesù ha scelto i suoi discepoli dalla “strada”, COSI’ COME LI HA TROVATI, con la loro rozzezza e ignoranza. Maria Santissima ha inoltre dimostrato di rispettare moltissimo i veggenti, specialmente se sono bambini nelle diverse fasi della loro età evolutiva. Se piccoli li lascia piccoli. Non li fa diventare adulti in un sol colpo. Non toglie loro i difetti o le tentazioni ma li invita e li incoraggia a superarli, a correggersi. Non li esime dallo sforzo quotidiano, non interviene per evitare loro cadute e il dovere ricominciare da capo. E permette perfino che la trasmissione dei suoi messaggi a volte sia condizionata, almeno parzialmente, dalla loro fragilità, dalla loro stanchezza, dai loro stati d’animo, dalla loro sensibilità, dalla loro capacità conoscitiva. Permette addirittura che talvolta dimentichino, che si confondano tra un apparizione e un’altra, che non afferrino bene il significato di qualche parola o di qualche concetto che trasmettano parzialmente, deformato in qualche dettaglio, che Lei ha rivelato loro. Come non impedisce che, in qualche modo, possa entrare in gioco la loro fantasia, il loro ragionamento e persino la loro interpretazione. Lascia che in certi momenti la pressione della folla li confonda, almeno temporaneamente, e li suggestioni con interpretazioni a cose che mai la Madonna si era sognata di dire, ma che il veggente, nella confusione mentale che gli hanno creato, pensa di aver udito. Per non parlare di palesi contraddizioni e di variazioni di particolari nelle diverse descrizioni. E permette che qualche veggente, affranto dalla stanchezza, dal logorio nervoso e dalla solitudine, giunga perfino a dire che non ha visto né udito niente, pur di essere lasciato un po’ in pace, tutto questo può permettere la Madonna e altro ancora. E allora dovremmo per tutto ciò accusare la Madonna solo perché ciò a noi non piace? O concludere che la Madonna non è apparsa e che i veggenti si sono inventato tutto, coscientemente o incoscientemente? O accusare la Vergine di non essere abbastanza chiara e di non averci dato sufficienti prove?Forse alcune apparizioni in questo secolo sono state troppo facilmente accantonate in attesa di fatti nuovi, quali? E quali sarebbero quelli convincenti? Non si sa. Non si può dimenticare che non tutte le apparizioni sono uguali, o rivestono la stessa importanza e nello stesso ambito. Alla sovrana libertà della Vergine Maria, ed ultimamente del Signore, circa il quando, il come ed a chi manifestarsi, corrisponde la libertà del fruitore di palesare la sua esperienza. Proprio la gratuità dell’apparizione esige il diritto e la libertà di manifestarla e di difenderla da parte del recettore. La Madonna non ha bisogno del permesso di alcuno per apparire e di fatto non lo chiede, anche se può chiedere la docilità alla Chiesa. Maria non dice mai ai veggenti di chiedere un’autorizzazione per poter parlare della visione. L’apparizione, infatti, è un carisma legato ad una persona in particolare, ma quasi mai è destinato a restare rigorosamente in ambito privato. 

(Cfr “La Madonna a Ghiaie di Bonate? Una proposta di riflessione”- Ed. Paoline)

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L’Icona di Maria Vergine della Riconciliazione

I significati dell’Immagine di Maria SS.

L’Immagine ci viene donata direttamente dal Cuore Immacolato di Nostra Madre, che l’ha richiesta ufficialmente nella Sua Apparizione. Essa è ricchissima di significati biblici-teologici; che solo mediante una particolare illuminazione del Divino Spirito comprendiamo meglio. Secondo le rivelazioni, annuncia la Seconda Pentecoste dello Spirito Santo, da tempo attesa e invocata. La Madre di Dio, nella Sua Visitazione a Mario, indossa una lunga veste bianca con fascia dorata alla vita. La veste bianca simboleggia la Sua ineffabile purezza e l’Immacolata Sua Concezione, in vista della Sua maternità divina. Ella è Colei che, preservata dal peccato originale, ha mantenuto la Sua integrità in tutto, facendo della Sua vita un’offerta continua al Padre in unione al Figlio. La fascia dorata, che avvolge i Suoi fianchi, richiama la Sua grande regalità: Regina dell’Universo, incoronata alla destra del Cristo Re, quale Sovrana Universale. E’ d’oro, perché l’oro nel tempo non si degrada: Maria è Colei che, nell’eternità, appartiene alla Trinità, risplendendo di luce non propria ma dell’Altissimo, l’Incorrotta. La sopraveste celeste richiama l’appartenenza al Cielo, la Casa nella quale i giusti risiedono per lodare e benedire “Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente” (Ap. 1:8), nella quale Ella dimora quale Assunta in Cielo in corpo ed anima. Il Paradiso è la meta che ogni cristiano si impegna a raggiungere, affidandosi alla Divina Misericordia del Creatore. Nostra Madre ci indica il Cielo e ce lo fa vivere quasi in anticipo, facendoci dono della conversione e facendoci fare esperienza di Cristo sulla Terra, dandoci la chiave della felicità già in questo mondo inquieto, accompagnandoci col Suo sorriso confortevole. Un lungo velo Le ricopre il capo e, scendendo delicatamente, ondeggia sotto un leggero vento, simboleggiante l’azione ininterrotta dello Spirito Santificatore, che soffia sui semplici che, sull’esempio di Maria Santissima, amano l’essenzialità e l’umiltà dell’anima, imitando in tal modo l’Eterna Sposa dello Spirito Santo. Avvolta dal velo purissimo, la Vergine richiama l’attenzione sulla Sua estraneità col peccato e i suoi effetti devastanti, disgregativi. Il velo rappresenta l’umiltà infinita della Vergine che si vela come forma di riverenza verso il Re dei Cieli e richiama ancora la Sua verginità perpetua. Intorno a Lei aleggia una Colomba Purissima che appare e si manifesta uscendo sotto forma di luce dal centro del petto della Vergine, svolazzando intorno al Suo corpo glorioso. Lo Spirito di Dio discende su di noi per la potente mediazione della Vergine che, quale Evangelizzatrice delle Nazioni, porta lo Spirito, il Divino Soffio in ogni dove mediante le Sue Visitazioni e i Suoi messaggi di Madre, operando conversioni radicali e segni prodigiosi. Tale Immagine annuncia di conseguenza la Seconda Pentecoste dello Spirito d’Amore. Come la prima volta lo Spirito discese sugli apostoli e Maria riuniti in preghiera, nello stesso modo discenderà sugli apostoli degli ultimi tempi. Lo Spirito Santo é la fonte e l’Operatore d’ogni santità. Il Suo ruolo, nella santificazione della Vergine Maria, eccelle tra tutte le altre operazioni, potremmo dirlo il Suo Capolavoro, appartenente a tutta la Santissima Trinità, della quale lo Spirito ne è la manifestazione. Nella pienezza dei tempi lo Spirito coprirà con la Sua potenza l’umile Vergine di Nazareth. Lo Spirito Santo stende ancora la Sua ombra sulla Sua Immacolata Sposa per operare, mediante di Lei, la guarigione delle anime affrante e una Nuova Pentecoste per un rinnovamento spirituale. La Madonna mette, in questa Sua Apparizione, lo Spirito Santo al centro del Suo petto, affinché riscopriamo la Sua importanza e Lo invochiamo con fiducia. La Colomba è anche il simbolo dell’anima immersa nell’infinita quiete dell’Eterno. Nelle Sacre Scritture è il simbolo della fine del Diluvio Universale. Quando Gesù fu battezzato una Colomba discese sul Suo capo, di conseguenza, lo Spirito di Dio viene sempre raffigurato da una Colomba nella rappresentazione iconografica dell’Annunciazione, della Trinità Divina. Nell’Immagine della Vergine della Riconciliazione vediamo la Madonna avvolta da un grande alone di Luce. Nella Bibbia questo simbolo apre e chiude la Rivelazione: le prime parole del Creatore infatti sono: “sia la Luce”(Genesi 1:3): é la Luce che la Signora ci porta, cioè Cristo. Cristo è la Luce e, secondo San Giovanni Apostolo,“Egli è’ la Luce degli uomini” (Gv 1:4).
Sempre San Giovanni Apostolo ci riferisce le parole del Maestro: ”Io sono la Luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita“ (Gv 8:12), di conseguenza la Vergine viene a ricordarci, con la luce della quale è avvolta, che il mondo è avvolto dalle tenebre senza Suo Figlio. L’alone di luce, che avvolge la Vergine nella Sua Apparizione, è anche la luce nella quale vive nell’eternità ad opera della Sua gloriosa Assunzione, é la luce divina che per i secoli eterni rifulge. Le rose dorate Le adornano i piedi scalzi. Il dorato richiama ancora la regalità dell’Immacolata. Agli inizi del Cristianesimo la rosa era coltivata in quanto le sue spine ricordavano la dolorosa passione di Cristo, ma, nel corso del tempo, questo bellissimo fiore si è andato associando automaticamente al culto mariano, il cui Cuore Immacolato é rappresentato come trafitto da spine di rosa. Essa è simbolo della riservatezza, infatti una rosa stilizzata a cinque punte fu molte volte utilizzata per ornare i confessionali con la dicitura “sub rosa“, sotto il sigillo della discrezione e del silenzio. Esse spesso emanano un delizioso profumo che ci ricorda l’offerta sacrificale, infatti anticamente il profumo era parte necessaria per rendere l’offerta a Dio gradita. Essa rappresenta molto bene la Vergine Santa. Nelle Litanie infatti la Madonna viene invocata come Rosa Mistica. La Beata Madre è Rosa Mistica in quanto è Vergine, Sposa, Regina. La Vergine è la Rosa che, con la Sua bellezza spirituale, attira lo sguardo del Sole Eterno, il quale, riflettendosi su di Lei, dona luce al mondo. In riferimento a Maria, quale Rosa, Giovanni Damasceno afferma: ”Rosa splendente di verginità, tutta olezzante dei profumi delle grazie“. I Padri hanno attribuito a Maria le proprietà della Sapienza: “Roseto in Gerico“(Siracide 24:14), “Pianta di rose su un  torrente” (Siracide 39:3), “Fiore di rose nella stagione di primavera” (Siracide 50:8).